Jhacintointrip         
Amare 02/06/2010
 
C’è chi ama e non è amato, chi vive cercando l’amore, chi proprio dell’amore ne farebbe a meno e chi dell’amore ne fa spesso uso. C’è chi vive l’amore come un torneo a ping pong, chi lo definisce un sequestro di persona, chi ama per non sentirsi soli e chi per mettersi alla prova. Chi ama per routine, per avere una persona accanto durante le cene di lavoro, per non sentirsi complessato o per sfoggiare il nuovo acquisto ben confezionato, per conforto, contro l’angoscia, lo stress e gli attacchi epilettici. C’è chi ama per paura del buio, dei giorni che passano, degli inverni troppo freddi o dei momenti troppo vuoti. Chi ama per sentirsi più sicuro, per restare con i piedi per terra o per dare sfogo ai propi istinti animali. Chi ama per fare carriera, per avere una scusa ogni giorno, per trovare la cena ogni sera e non passare le notti da solo. C’è chi ama per sentirsi protetto, per essere protettore o per scappare dal tormento della noia; la più grande paura dell’essere umano.
Ma chi ama perché è innamorato?
Chi crede che l’amore sia un sentimento puro e semplice?
Dov’è finito l’amore eterno?
Mi vengono in mente i miei nonni, coniugi, amanti e amici.
 
Essere perfetto 02/06/2010
 
“ L’insicurezza dell’essere perfetto “ Questa frase mi gira nella testa da un po’ di tempo.
Non distinguo la perfezione dall’ imperfezione e non  credo esista un sistema di valutazione sulla completezza dell’essere umano. Ad esempio un cantante, non sarà valutato sulla sua prima canzone, ma per la sua carriera artistica e lo stesso cantante non sarà mai soddisfatto di ciò che ha fatto, perché sa di poter fare di meglio.
L’essere completi è un’ idea troppo astratta per essere capita da uno come me che di difetti se ne trova abbastanza. Mi alzo ogni mattina con il propenso di portare avanti un lavoro ed invece lo rinvio a domani, tanto c’è sempre tempo. Ho la stanza che è un vero casino e vivo con l’idea che dall’ordine può nascere il disordine…è dal disordine che non può nascere l’ordine. Penso che il casino nella mia stanza rappresenti la confusione nella mia testa. Scelte e dubbi. E’ come se girassi per la strada con un cartello appeso al collo: “ LAVORI IN CORSO “. Non so se il tempo porterà alle scelte più giuste.
A questo punto, mi sembra il caso di parlare d’incompletezza e non dell’essere perfetto. Di quanto ci si annoi nel compiere sempre lo stesso lavoro, nel vedere sempre le stesse facce  il sabato sera, nel ballare sempre negli stessi locali, nell’avere sempre gli stessi vizi e poche emozioni. Tutto gira e rigira intorno all’ insoddisfazione dell’essere umano. Nel credere che tutto sia dovuto e tutto verrà dato, che l’altro stia meglio di te, che sarebbe stato meglio nascere ricco anziché benestante, americano anziché italiano, donna invece di uomo.
Si è insoddisfatti nell’amore,  alla continua ricerca del pezzo mancante nella tua vita. Ma io penso sia più facile cambiare  sesso o colore della pelle, piuttosto che riuscire a trovare la persona più adatta ad ognuno di noi. La cosiddetta anima gemella, l’amore di una vita, la tua rosa di campo, il tuo tè nel deserto.
 
Anima e corpo 02/06/2010
 
Il tempo è più veloce del nostro corpo e quindi del nostro agire, la mente ed il pensiero sono l’unica fonte di sopravvivenza alla frequenza del nostro vivere in cosi poco tempo. La brevità della vita, l’esistenza, la coscienza di essere polvere compatta, cemento steso al sole, letame da concime. Granelli di sabbia ben compattati dall’umidità e fermi per una strana forza di gravità. Nati dalla terra e riconsegnati alla terra. Il nostro corpo; modificato dai fenomeni naturali, scelto da chi e per quale motivo, assegnato ad agire agli impulsi della mente e controllato dai segni del destino.
Il tempo si vive con la sola forza d’animo, il pensiero, il desiderio, i sogni, le promesse, le ambizioni e i colpi di testa. La mente è più veloce del corpo, un segna passi del tuo percorso, uno stimolo al tuo crescere, l’essenza del tuo esistere. Camminare con la conoscenza  del proprio io, con la consapevolezza del proprio esistere in un tempo determinato, dove ogni secondo può tramutare in un nuovo evento e ogni respiro può essere l’ultimo. Seneca scriveva: “ Brevissima è la parte di vita in cui veramente viviamo, perché tutto il resto non è vita, ma solo tempo. “ Come un soffio di vento, l’anima si allontana dal corpo. Quella stessa anima che ti ha accompagnato nel tuo viaggio personale, quella stessa che la gente ha conosciuto perché il corpo ha voluto. Mentirei se dicessi che la morte non mi fa paura ma non posso bruciare per un evento che non ha ne un nome ne un’età. Bisognerebbe giocare col fuoco. Essere consapevoli del tempo che ci hanno concesso e sfruttarlo in movimento e non restando in pausa. Ci ritroviamo sempre nella stessa posizione perché troppo attaccati ai nostri ricordi. Diamo sempre lo stesso impulso alle nostre giornate, sperando in un diverso movimento della terra attorno al sole, sperando in un cambiamento per mano di chi e chi sa perché.
Sono sicuro che nella vita, ognuno abbia il suo colore.
Il gioco consiste nel trovare il proprio e dipingere ogni cosa, dando un senso alla vita che conduci. Magari non sarà ricca ne privilegiata, magari non sarà misteriosa ne interessante ma sarà la tua vita; costruita e modificata a tua immagine e somiglianza, rafforzata dalle tue esperienze e forgiata dalle tue mani.

 
 
C’è chi intende con questo termine colletti bianchi tutti uguali, seduti attorno ad un tavolo venduto in tutto il mondo e bevendo tè prodotto da chi sa quale paese. Altri lo identificano come un mercato dell’usato, uno stereotipo per il commercio o all’opposto come un’apertura mentale, una libertà di espressione. Vi giuro, che non so da che parte stare. Da un lato c’è un progresso della moda, della musica, dell’arte e dei prodotti alimentari; dall’altro viene visto anche come vizio e insoddisfazione. Pensateci bene. Quanti di voi vorrebbero avere quello che gli altri hanno? Quanti di voi si sentono legati a quello che il sistema impone? Prendiamo l’amore, messo sul mercato come carne sulla brace; basti pensare alla vendita di cioccolatini e fiori per il giorno di San Valentino, peluche per le piccole ricorrenze e gioielli per le grandi occasioni. Gestione di cuori come carne al bancone. Buongiorno, che prende? Petto o coscia?
Quello che mi fa incazzare di più è l’orrenda ossessione per le marche; se le scarpe non sono Nike ci puzzono i piedi, se la birra non è Heniken ci gonfia lo stomaco, se lo shampoo non è Elvive ci cadono i capelli, se non bevo Coca Cola non riesco a digerire. Ci ritroviamo per casa oggetti su oggettini di tutte le marche, per mille usi, solo per essere all’avanguardia con i tempi e inferiori a nessuno.
La nostra mente comanda il nostro corpo, il nostro pensiero è svenduto al mercato delle anime. Dieci centesimi per ogni sogno, cinque centesimi per ogni vizio.
Paragono il nostro tempo ad una mela geneticamente modificata, imbottita da squadre chimiche d’assalto ma convincente per il suo colore rosso intenso e il suo odore deciso. Il tempo in cui viviamo ti stordisce con la sua bellezza effimera e ti fa seguire la strada che lui vuole.
Il pre-confezionamento sta alla base del nostro vivere  quotidiano e non mi riferisco solo ai fagiolini o al tonno in scatola, bensì a quello che il sistema ti offre e ti impone: pubblicità televisive così lunghe e studiate che le scambi per telenovele ed il giorno dopo ti ricolleghi sullo stesso canale, allo stesso orario, per vedere il continuo. I cosiddetti “ pacchi viaggio “, dove sembra che la vacanza non finisca mai e alla fine ti passi tre giorni a coca e panino ad aver visto la discarica dietro il tuo albergo, ritornando a casa depresso e maniaco della pulizia. Le fantastiche offerte “ prendi due e paghi tre “, che poi alla fine ci sarà questa convenienza dal momento che il tempo di finire i primi due prodotti, il terzo è già scaduto? Per non parlare dei prezzi scontatissimi, che muovono le masse verso un'unica meta, riscontrando la vera natura dell’essere umano. Non trovi mai la taglia giusta e  quello che compri è stato già scartato da altri nella stagione precedente, ma non ti perdi d’animo e compri qualsiasi cosa, anche se il tuo nuovo acquisto andrà al tuo cane come gioco personale.” Prezzi scontatissimi per nuova apertura “; però cazzo,se stanno chiudendo un motivo ci sarà! Meglio usare quello che si ha già in casa. Il clou lo raggiungiamo con le fantastiche offerte sull’auto. Vendita automobile  con solo centoventi rate a interessi zero, che può sembrarti un buono affare se non pensi che passerai i tuoi prossimi dieci anni a pagare la macchina e nel frattempo ne avrai già presa  un’altra perché della precedente non ti resterà che usare solo il porta oggetti, mentre il resto dell’auto è già in coma con prognosi riservata.

Beffardo cervello del cazzo! Come può lasciarsi convincere nell’acquisto di qualsiasi cosa solo perché ben pubblicizzato?  Crema per le rughe, per la cellulite, olio per il corpo, olio per capelli e quello abbronzante, dopo bagno, dopo doccia, dopo sole, dopo dopo; shampoo per capelli normali, ricci, sfibrati,secchi, annoiati e delusi; pillole distensive, erbe afrodisiache e chipiunehapiunemetta.
Basta! Non riesco più a guardare le vostre facce annoiate e conquistate dal sistema, preferisco sdraiarmi sulla sabbia e guardare le stelle e poi chi sà…..basta vederne una che un po’ tutto si avvera.



 
Invidia 02/06/2010
 
L’invidia. Brevettata, omologata, richiesta e prescritta.
Non possiede effetti collaterali, pur avendo un largo spettro d’azione, si consiglia una somministrazione costante, ogni 2 ore.
Il farmaco più utilizzato dagli anni 40, quando cominciò lo sterminio degli ebrei, per mano di un omino poco cresciuto e rappresentante la buffa razza superiore.
Si invidia il ricco perché ha ciò che vuole, ma il povero
compensa affermando che la salute non si compra. Si invidia il furbo perché ha sempre una soluzione e lo sciocco che non capirà mai i problemi. Si invidiano i finti maci, lubrificati come mascolini in frittura, aspiranti bronzi di Riace, reparto surgelati, che lottano costantemente con le loro controversie sessuali. I finti mici, dove il trucco c’è ma non si vede, che usano le unghie solo per arrampicarsi sugli specchi e tengono nascosti i loro sogni proibiti.
L’invidia, che si radica nelle persone come un rampicante sui muri, la vernice sulla pelle, il calcare nelle tubature. L’invidia, che si libera nell’aria come gas nervino, eccitante per chi la prova, ma come l’uso di ogni droga, nasconde solitudine e insoddisfazione.
Si invidiano gli attori, i cantanti, gli ingegneri, gli avvocati, i farmacisti, gli artigiani, i missionari, gli scienziati, i giornalisti, i pompieri, i taxisti, i tranvieri, i medici, gli operai, i politici, i macellai, i giardinieri, i baristi, i professori, gli assistenti sociali, i liberi professionisti, gli scienziati, i preti, i militari, le puttane…gli innamorati.



 
Le opinioni 02/06/2010
 
Ognuno ha una sua opinione su tutto; sul mangiare sano, sugli alcolici, sulle droghe, sulla religione, sul lavoro, sull’università, sulle donne, sugli uomini, sulla moda, sulla musica, sul teatro, sul cinema, sul fumo, sul meteo, sui tarocchi, sull’amore, sullo yoga, sulla politica, sulla storia, sui puffi e su babbo natale.

L’opinione di mille facce su quattordicimilaseicento fatti al giorno. Ognuno mette la sua, anche se non è richiesta. Veritiera, sincera, arrogante, inquinata, ostacolata o male organizzata, l’opinione continua a scandire i tocchi del  nostro orologio vitale.

Il massimo della goduria è infilarci con disinvoltura nei cosiddetti “ cazzi altrui “. Sapere sempre e prima di altri la vicenda del giorno, portare con sé un fornito set di consigli, rafficare con commenti crudi e poi svanire nel nulla. Gli amici sono sempre i primi a rincoglionirti con i loro pareri subdoli: “ Al tuo posto io me ne andrei! “ Se fossi in te, io ci starei! “ Per me, stai facendo una cazzata! “ Non ti riconosco più! “. E poi si illudono che io possa capirli. Che c’è da capire in uno che parla tanto e agisce poco; in uno che predica l’amore eterno finchè dura solo perché non trova un anima pia che gli stia accanto; che ti parla della vita come un film di Totò e non sa neanche che parte fare.

Oggi, purtroppo, gli opinionisti si sono moltiplicati. Uno specie di “ fate bene fratelli”, un’ epidemia che colpisce un essere umano su due. Credo che in questa cosa, ci sia poco cuore e una buona dose di noia e sano egoismo.


 
Allergico 02/06/2010
 
  “ Abnorme reazione di un soggetto, sensibilizzato a una data sostanza, qualora venga nuovamente a contatto con essa.”
Si è allergici al tempo che passa, a quello strano sapore che ti lascia in bocca e a quei segni indelebili sul viso. Senza ma e senza se, il tempo cammina su tacchi a spillo scandendo ad ogni suo passo un suo tocco. Si è allergici ad una vita fatta di compromessi, di offese e di delusioni; alle facce puramente  convenzionali, all’ottusità di alcuni, alle vergogne pubbliche e all’astinenza del proprio piacere.

Ci troviamo immersi in una società che ci ha battezzato, cresciuto e imposto le sue regole e i suoi piaceri, senza che nessuno abbia mai saputo il dove e il come. Qual è la vera distinzione tra il bene ed il male? Come si fa a dire di essere felici? Offuscate le menti da prodotti ben confezionati e da  realtà irreali, continuiamo da anni a camminare sullo stesso marciapiede, a sentire le stesse canzoni e a vedere le stesse facce cadaveriche.

Allergici agli arroganti e ai dittatori, rappresentati da falsa modestia e finto progressismo. Portatori di handicap, essendo i primi a fare discriminazioni su ogni tipo di diversità. Allergici ai permalosi, jazzisti nei loro tempi scombinati e sempre variabili. Suscettibili ad ogni giudizio o consiglio. Allergici ai tirchi e agli approfittatori, sempre pronti a pisciare dove hai seminato, invasi da una stupida invidia e avidi nel guadagnare dove tu hai pagato. Allergici alle assicurazioni sulla vita, sulla casa, sull’auto, sui beni e sulle tette; vacciniamo il cane ,il gatto e il bambino, così li assicuriamo.

Siamo allergici al nostro capo ufficio, alla nostra macchina scassata, alle giornate piovose quando sappiamo di dovere uscire, alle file alla posta, alle riunioni con i parenti, ai prezzi troppo cari, ai semafori sempre rossi, ai film troppo lunghi, ai nostri tempi sempre disordinati, alle diete alla carota, al caldo, al freddo, ai cibi già scaduti, ai barattoli che non si aprono, alle battute già dette e alle scarpe già usurate.

Alle cinquantenni stirate, alle ventenni gonfiate, alle guerre di conquista, ai terroristi vestiti da apostoli, ai principi in gonnella, alle promesse per il voto, ai vestiti troppo stretti, ai funerali tutti in nero e agli amori poco veri.



 
 
Come cazzo è che non mi va mai bene niente? Troppo alto,troppo tozzo, troppo largo, troppo secco…tutto troppo di troppo. Esagerato nel condire, nel dire e persino nel valutare.  Il tasto più dolente di ogni mattina. Alzarsi e guardarsi allo specchio. Oggi come cazzo sarò? Mi saranno cresciuti i peli sul naso e dentro l’orecchio come mio nonno? La pancetta che avevo ieri sera, si sarà volatilizzata durante la notte? E quanti giorni mi restano ancora di folta capigliatura? Ma…più passa il tempo, più mi masturbo il cervello. Sarà una fissa maniacale di ogni essere umano oppure mi sa che devo andare da uno bravo? Ogni mattina mi ritrovo coinvolto nella persistente prova del nove. PARANOIE E PIPPE MENTALI PER GENTE DI CUORE FORTE . Partecipo disperatamente alle scelte più disperate: “Domani taglio i capelli ! “ - “ Mi devo mettere a dieta prima o poi ! “ – “Forse meglio mi faccio una liposuzione…….AL CERVELLO…però “.

L’incostanza. E’ questo che mi frega. La parziale scelta del mio modo di essere. Sono il frutto o l’usufrutto della mia vita? La barca o il marinaio? Non lo so! L’unica cosa di cui sono certo è che la corrente è ogni giorno più forte e che rimanere a galla non è cosa facile. Ci sono giorni in cui mi sento forte come il mare in tempesta ed altri come il granchio che attaccato allo scoglio, subisce la tempesta. Ma come ogni granchio che si rispetti, ti affezioni un po’ a quell’ oscillare fra le onde anche rischiando di essere sfrattato dal luogo in cui sei cresciuto. Abitudine, routine, masochismo, chiamiamolo come meglio ti aggrada. Il fatto è che siamo costantemente legati al nostro essere primordiale.

Mi spaventa non sapere ciò che mi aspetta, allora mi attacco a ciò che ho nel presente e a ciò che ho sempre avuto. Nell’ idea di diventare calvo, c’è la paura di cambiare aspetto e quindi di essere diverso da come sono sempre stato. 


Abituato alla mia immagine di capellone, potrei subire il cosiddetto “ shock permanente “, nel senso che permane e  in quello di non poter più immaginare di farmi riccio un giorno. L’angoscioso mondo riccio e capriccio. Però, a pensarci bene, ha anche i suoi lati positivi. Non dovrei più spendere i miei soldi per l’acquisto di shampii alle erbe, oli protettivi e non dovrei più pettinarli, anche se non è che li abbia mai pettinati tanto. Forse nelle cose dovrei solo vedere il lato positivo o forse sarebbe meglio non pensarci troppo. Non sò a cosa sia dovuto il continuo cambiamento del mio aspetto. Forse non cambio affatto. Forse il problema sta nella mia testa. Forse perderò i capelli per il forte stress.

Datemi un martello per liberarmi da queste catene fatte di immaturità. Mi sento ancora troppo legato alla mia infanzia e a tutto ciò che può affascinare un bambino con i suoi dieci anni sulle spalle. Mi emoziono ancora nel mangiare uno zucchero filato o nel guadare un cartone alla tv e non voglio diventare grande. Che ci posso fare? Non sono ancora pronto per scavalcare quel muro che divide l’ essere adulto dall’ essere bambino. Mi sento ancora dalla parte di chi vive sognando; di chi dalla vita si aspetta qualcosa e lotta perché quella cosa non finisca in quel cassetto dove tiene le maglie che non indossa più. Vorrei sentirmi sempre libero nelle mie scelte e nei miei desideri. Lasciate stare i miei sogni.