Com'è che non ti và mai bene niente? 02/06/2010
Come cazzo è che non mi va mai bene niente? Troppo alto,troppo tozzo, troppo largo, troppo secco…tutto troppo di troppo. Esagerato nel condire, nel dire e persino nel valutare. Il tasto più dolente di ogni mattina. Alzarsi e guardarsi allo specchio. Oggi come cazzo sarò? Mi saranno cresciuti i peli sul naso e dentro l’orecchio come mio nonno? La pancetta che avevo ieri sera, si sarà volatilizzata durante la notte? E quanti giorni mi restano ancora di folta capigliatura? Ma…più passa il tempo, più mi masturbo il cervello. Sarà una fissa maniacale di ogni essere umano oppure mi sa che devo andare da uno bravo? Ogni mattina mi ritrovo coinvolto nella persistente prova del nove. PARANOIE E PIPPE MENTALI PER GENTE DI CUORE FORTE . Partecipo disperatamente alle scelte più disperate: “Domani taglio i capelli ! “ - “ Mi devo mettere a dieta prima o poi ! “ – “Forse meglio mi faccio una liposuzione…….AL CERVELLO…però “. L’incostanza. E’ questo che mi frega. La parziale scelta del mio modo di essere. Sono il frutto o l’usufrutto della mia vita? La barca o il marinaio? Non lo so! L’unica cosa di cui sono certo è che la corrente è ogni giorno più forte e che rimanere a galla non è cosa facile. Ci sono giorni in cui mi sento forte come il mare in tempesta ed altri come il granchio che attaccato allo scoglio, subisce la tempesta. Ma come ogni granchio che si rispetti, ti affezioni un po’ a quell’ oscillare fra le onde anche rischiando di essere sfrattato dal luogo in cui sei cresciuto. Abitudine, routine, masochismo, chiamiamolo come meglio ti aggrada. Il fatto è che siamo costantemente legati al nostro essere primordiale. Mi spaventa non sapere ciò che mi aspetta, allora mi attacco a ciò che ho nel presente e a ciò che ho sempre avuto. Nell’ idea di diventare calvo, c’è la paura di cambiare aspetto e quindi di essere diverso da come sono sempre stato. Abituato alla mia immagine di capellone, potrei subire il cosiddetto “ shock permanente “, nel senso che permane e in quello di non poter più immaginare di farmi riccio un giorno. L’angoscioso mondo riccio e capriccio. Però, a pensarci bene, ha anche i suoi lati positivi. Non dovrei più spendere i miei soldi per l’acquisto di shampii alle erbe, oli protettivi e non dovrei più pettinarli, anche se non è che li abbia mai pettinati tanto. Forse nelle cose dovrei solo vedere il lato positivo o forse sarebbe meglio non pensarci troppo. Non sò a cosa sia dovuto il continuo cambiamento del mio aspetto. Forse non cambio affatto. Forse il problema sta nella mia testa. Forse perderò i capelli per il forte stress. Datemi un martello per liberarmi da queste catene fatte di immaturità. Mi sento ancora troppo legato alla mia infanzia e a tutto ciò che può affascinare un bambino con i suoi dieci anni sulle spalle. Mi emoziono ancora nel mangiare uno zucchero filato o nel guadare un cartone alla tv e non voglio diventare grande. Che ci posso fare? Non sono ancora pronto per scavalcare quel muro che divide l’ essere adulto dall’ essere bambino. Mi sento ancora dalla parte di chi vive sognando; di chi dalla vita si aspetta qualcosa e lotta perché quella cosa non finisca in quel cassetto dove tiene le maglie che non indossa più. Vorrei sentirmi sempre libero nelle mie scelte e nei miei desideri. Lasciate stare i miei sogni. CommentsLeave a Reply |