Essere perfetto 02/06/2010
“ L’insicurezza dell’essere perfetto “ Questa frase mi gira nella testa da un po’ di tempo. Non distinguo la perfezione dall’ imperfezione e non credo esista un sistema di valutazione sulla completezza dell’essere umano. Ad esempio un cantante, non sarà valutato sulla sua prima canzone, ma per la sua carriera artistica e lo stesso cantante non sarà mai soddisfatto di ciò che ha fatto, perché sa di poter fare di meglio. L’essere completi è un’ idea troppo astratta per essere capita da uno come me che di difetti se ne trova abbastanza. Mi alzo ogni mattina con il propenso di portare avanti un lavoro ed invece lo rinvio a domani, tanto c’è sempre tempo. Ho la stanza che è un vero casino e vivo con l’idea che dall’ordine può nascere il disordine…è dal disordine che non può nascere l’ordine. Penso che il casino nella mia stanza rappresenti la confusione nella mia testa. Scelte e dubbi. E’ come se girassi per la strada con un cartello appeso al collo: “ LAVORI IN CORSO “. Non so se il tempo porterà alle scelte più giuste. A questo punto, mi sembra il caso di parlare d’incompletezza e non dell’essere perfetto. Di quanto ci si annoi nel compiere sempre lo stesso lavoro, nel vedere sempre le stesse facce il sabato sera, nel ballare sempre negli stessi locali, nell’avere sempre gli stessi vizi e poche emozioni. Tutto gira e rigira intorno all’ insoddisfazione dell’essere umano. Nel credere che tutto sia dovuto e tutto verrà dato, che l’altro stia meglio di te, che sarebbe stato meglio nascere ricco anziché benestante, americano anziché italiano, donna invece di uomo. Si è insoddisfatti nell’amore, alla continua ricerca del pezzo mancante nella tua vita. Ma io penso sia più facile cambiare sesso o colore della pelle, piuttosto che riuscire a trovare la persona più adatta ad ognuno di noi. La cosiddetta anima gemella, l’amore di una vita, la tua rosa di campo, il tuo tè nel deserto. |